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Piano Transizione 5.0, tutti i dettagli
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Piano Transizione 5.0, tutti i dettagli

Piano Transizione 5.0, tutti i dettagli

Ecco il testo della norma spiegato comma per comma: a chi spetta, quali sono i beni strumentali ammessi, quali sono le aliquote, quando è possibile avere l’ulteriore maggiorazione del 40% sui pannelli fotovoltaici, come si calcola il risparmio energetico per aziende esistenti e di nuova costituzione, come si fruisce dell’incentivo. 

 

INDICE 

Scopo del Piano Transizione 5.0

Il Piano Transizione 5.0 si configura come un pilastro fondamentale della politica industriale, progettato per supportare le imprese nella duplice transizione digitale e green. L’obiettivo è incentivare nuovi investimenti in strutture produttive che promuovano l’innovazione e una significativa riduzione dei consumi energetici. 

Chi Può Accedere ai Benefici

Il piano è dedicato a tutte le imprese che effettuino “nuovi investimenti in strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato, nell’ambito di progetti di innovazione che conseguono una riduzione dei consumi energetici”, senza distinzione di forma giuridica, settore, dimensione o regime fiscale. 

Sono escluse specificamente le imprese in difficoltà finanziaria o che hanno ricevuto sanzioni interdittive; si richiede inoltre il rispetto delle norme sulla sicurezza e i contributi previdenziali. 

Beni Strumentali incentivabili

Esploriamo i dettagli relativi ai beni strumentali e il loro collegamento al Piano Transizione 4.0. 

Condizioni di accesso

Per accedere all’incentivo occorre che si verifichino le seguenti condizioni:

  • Effettuare un investimento in almeno uno dei beni strumentali materiali e immateriali previsti agli allegati A e B del piano Transizione 4.0. Anche in questo caso si prevede che i beni devono essere interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.
  • Questi beni devono essere inseriti in un progetto di innovazione che consenta di ottenere una riduzione dei consumi energetici 
  • La riduzione dei consumi deve essere pari ad almeno il 3% dei consumi energetici della struttura produttiva localizzata nel territorio nazionale oppure ad almeno il 5% dei consumi energetici dei processi interessati dall’investimento.
 

Novità in ambito software

L’allegato B, quello dedicato ai software, viene ampliato, prevedendo l’ammissibilità agli incentivi anche per:

  • software, i sistemi, le piattaforme o le applicazioni per l’intelligenza degli impianti che garantiscono il monitoraggio continuo e la visualizzazione dei consumi energetici e dell’energia autoprodotta e autoconsumata, 
  • software che introducono meccanismi di efficienza energetica, attraverso la raccolta e l’elaborazione dei dati anche provenienti dalla sensoristica IoT di campo (Energy Dashboarding); 
  • software relativi alla gestione di impresa se acquistati unitamente ai software, ai sistemi o alle piattaforme di cui alla lettera a).
 

Di fatto si tratta dei sistemi di monitoraggio dei consumi, anche se parte di un più ampio sistema ERP.

Collegamento al piano Transizione 4.0

Vale la pena sottolineare a questo punto che, se un investimento in beni 4.0 ricade sotto l’ombrello della Transizione 5.0 perché abilita un risparmio energetico, si applicheranno le norme di questo piano (e non più quelle del piano Transizione 4.0) in relazione alle tempistiche e alle modalità di fruizione dell’incentivo. In particolare: l’interconnessione andrà inclusa nella certificazione ex post; il recupero del credito potrà avvenire in un’unica quota e non in tre. I due incentivi dunque condividono la base dei beni, ma poi seguono strade diverse.

Il piano Transizione 4.0 resta operativo per tutti gli investimenti nei beni previsti negli allegati A e B che:

  • non generano risparmio, oppure
  • generano risparmio sotto le soglie minime previste dal Transizione 5.0.

Incentivi per Sistemi Fotovoltaici

I progetti legati all’autoproduzione e all’autoconsumo di energia, focalizzati sui pannelli fotovoltaici e sistemi simili, assumono un ruolo centrale nel Piano Transizione 5.0. L’accordo con l’Unione Europea, firmato lo scorso agosto, destina una quota significativa dei 6,3 miliardi di investimenti previsti in questo settore specifico, suddividendoli in tre linee chiave:

  • 3.780 milioni per i beni strumentali
  • 1.890 milioni per autoconsumo e autoproduzione
  • 630 milioni per la formazione


Queste risorse vengono distribuite equamente nei due anni, evitando così un esaurimento precoce nel primo anno e offrendo spazio per gli investimenti nel 2025.

Autoconsumo e autoproduzione

Per quanto riguarda l’autoconsumo e l’autoproduzione, è importante notare che tali investimenti devono essere parte integrante di progetti di innovazione che includono l’acquisto di beni strumentali. Se tali progetti superano i 40.000 euro, è possibile ottenere un credito d’imposta anche per i “beni materiali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, escluse le biomasse, compresi gli impianti per lo stoccaggio dell’energia prodotta”.

Moduli fotovoltaici

Per i moduli fotovoltaici, l’incentivo è limitato ai pannelli prodotti negli Stati membri dell’Unione Europea con un’efficienza pari almeno al 21,5%.

Vi è una maggiorazione del 120% e 140% rispettivamente per i moduli con un’efficienza superiore al 23,5% e composti da celle bifacciali ad eterogiunzione di silicio o tandem con un’efficienza almeno del 24,0%.

In termini più chiari, ciò si traduce in un potenziale incentivo del 63% (45% di aliquota massima del Transizione 5.0 con la maggiorazione del 140% della base imponibile), applicato solo alla parte relativa ai pannelli fotovoltaici.

Formazione del Personale

Per quanto riguarda la formazione del personale, le spese ammissibili devono essere finalizzate all’acquisizione o consolidamento delle competenze nelle tecnologie cruciali per la transizione digitale ed energetica dei processi produttivi. Tali spese possono rappresentare fino al 10% degli investimenti effettuati nei beni strumentali, con un limite massimo di 300 mila euro. Importante notare che queste spese devono essere erogate da soggetti esterni, individuati con decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy.

Aliquote di Credito d'Imposta

Una panoramica completa sulle aliquote di base e maggiorate del credito d’imposta, correlate alla riduzione dei consumi energetici conseguibile dagli investimenti.

Le aliquote del credito d’imposta sono 9 in totale. È importante notare che ogni aliquota può essere soggetta a una maggiorazione del 1,2 o 1,4 volte, soprattutto quando si considera l’efficienza elevata dei pannelli fotovoltaici.

Le aliquote di base, valide quando l’investimento produce una riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva di almeno il 3%, o una riduzione del 5% nei consumi energetici dei processi interessati dall’investimento, sono le seguenti:

  • 35% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • 15% per gli investimenti oltre i 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro
  • 5% per gli investimenti oltre i 10 milioni e fino al limite massimo di costi ammissibili pari a 50 milioni di euro per anno per impresa beneficiaria.
 

Per gli investimenti che portano a una riduzione superiore al 6% dei consumi energetici della struttura produttiva o al 10% dei consumi energetici dei processi coinvolti, le aliquote del credito d’imposta cambiano come segue:

  • 40% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • 20% per gli investimenti oltre i 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro
  • 10% per gli investimenti oltre i 10 milioni e fino al limite massimo di costi ammissibili di 50 milioni di euro per anno per impresa beneficiaria.
 

Nel caso in cui l’investimento conduca a una riduzione superiore al 10% dei consumi energetici della struttura produttiva o al 15% dei consumi energetici dei processi coinvolti, le aliquote diventano:

  • 45% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • 25% per gli investimenti oltre i 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro
  • 15% per gli investimenti oltre i 10 milioni e fino al limite massimo di costi ammissibili di 50 milioni di euro per anno per impresa beneficiaria.

Tempistiche Cruciali e Procedure

Ecco i dettagli più importanti sulle tempistiche chiave, dall’inizio dell’investimento all’avvio della fruizione dell’incentivo, comprese le procedure necessarie e le certificazioni richieste.

Modalità di utilizzo

Il credito d’imposta è utilizzato esclusivamente tramite compensazione, presentando l’apposito F24 attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.

Limitazioni sulla cessione

Il credito d’imposta non può essere ceduto o trasferito, nemmeno all’interno di un gruppo consolidato fiscale.

Scadenza e avvio della fruizione

La fruizione del credito d’imposta non può superare il 31 dicembre 2025. Questa data segna sia il termine per l’effettuazione degli investimenti sia per l’avvio della fruizione dell’incentivo.

Tempistiche per l’ottenimento

Considerando le varie fasi come ordine, consegna, installazione, interconnessione e adempimento degli oneri documentali, è probabile che siano necessari almeno 4 mesi per poter sfruttare l’incentivo. Quindi, è consigliabile muoversi tempestivamente, soprattutto considerando che le risorse sono limitate e potrebbero esaurirsi.

Attivazione del contatore delle risorse

Il Ministero attiverà un contatore simile a quello utilizzato per altre agevolazioni, come la Sabatini. Al termine delle risorse disponibili, il programma potrebbe chiudersi.

Fruizione non automatica

La fruizione dell’incentivo non è automatica. Prima della comunicazione ai beneficiari, il Ministero trasmette all’Agenzia delle Entrate l’elenco delle imprese ammesse a fruire dell’agevolazione e l’importo del credito concesso. Il credito d’imposta diventa disponibile dopo dieci giorni dalla comunicazione ai beneficiari del provvedimento di concessione.

Possibilità di dilazione

Se non si dispone della capienza necessaria per scaricare il credito d’imposta, è possibile dilazionare il pagamento in cinque quote annuali di pari importo.

Vincolo di mantenimento dei beni

È richiesto di mantenere i beni per almeno 5 anni. In caso di cessione a terzi o destinazione a scopi diversi dall’attività aziendale entro il quinto anno dal completamento degli investimenti, il credito d’imposta è ridotto, escludendo il costo relativo dalla base di calcolo originaria.

Come Possiamo Aiutarvi?

Per garantire il rispetto dei requisiti e un adeguato supporto durante i controlli, Premier Consulting si pone come partner affidabile e competente per le imprese che desiderano beneficiare dell’incentivo Transizione 5.0. Ecco come possiamo aiutarvi.

 

Oneri documentali

Premier Consulting fornisce assistenza per la gestione degli oneri documentali necessari per accedere all’incentivo. Ci occupiamo della conservazione della documentazione idonea a dimostrare l’effettivo sostenimento e la corretta determinazione dei costi agevolabili, garantendo la conformità con le disposizioni normative.

Controlli

Offriamo un supporto completo durante i controlli previsti dal Ministero delle imprese e del made in Italy e dall’Agenzia delle Entrate. Con il nostro team di esperti, assistiamo le imprese nell’adempimento delle richieste e nella gestione delle verifiche, garantendo il rispetto delle condizioni di spettanza del credito d’imposta e della corretta applicazione della disciplina.

Cumulabilità

Premier Consulting fornisce consulenza sulla cumulabilità del credito d’imposta Transizione 5.0 con altri incentivi, assicurandosi che il cumulo rispetti i limiti normativi e non porti al superamento dei costi sostenuti.

monitoraggio del decreto attuativo

Seguiremo attentamente l’emanazione del decreto attuativo, fornendo alle imprese tutte le informazioni necessarie e aggiornamenti riguardanti i dettagli e le modalità di presentazione delle comunicazioni, delle certificazioni e dei criteri per la determinazione del risparmio energetico conseguito.

 

Affidandosi a Premier Consulting, le imprese possono contare su un supporto professionale e competente per navigare attraverso i requisiti e le procedure relative all’incentivo Transizione 5.0, garantendo la massima conformità normativa e la massimizzazione dei benefici.

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