Negli ultimi anni il concetto di economia circolare è passato dall'essere un argomento di nicchia a una leva strategica sempre più importante per le imprese che vogliono restare competitive, ridurre i costi e rispettare le normative sempre più stringenti in materia ambientale. Investire nel miglioramento delle performance ESG e nell'economia circolare significa ripensare il modo in cui un prodotto o servizio viene progettato, realizzato, distribuito e smaltito (o riutilizzato) alla fine del suo ciclo di vita.
In questo articolo vedremo cosa significano davvero i termini economia circolare ed ecodesign, quali vantaggi concreti possono offrire alle imprese e quali sono le agevolazioni a disposizione delle imprese per finanziare progetti green.
Il 6 ottobre, infatti, aprirà il bando RI.CIRCO.LO. Filiere Prioritarie, con una dotazione finanziaria di 7 milioni di euro a supporto proprio dei progetti legati all'economia circolare. Se vuoi saperne di più e capire se la tua impresa può partecipare al bando, contattaci.
Cos'è l'economia circolare?
L'economia circolare è un modello di produzione e consumo che si contrappone al tradizionale schema lineare "prendi, produci, usa, getta". L'obiettivo è quello di mantenere il valore dei materiali e dei prodotti il più a lungo possibile, soprattutto attraverso pratiche come:
- Il riutilizzo e la riparazione dei prodotti.
- Il riciclo e il recupero dei materiali a fine vita.
- La simbiosi industriale, ovvero lo scambio di scarti e sottoprodotti tra imprese diverse, in modo che il rifiuto di un'azienda diventi la risorsa di un'altra.
- La prevenzione della produzione di rifiuti fin dalla fase di progettazione.
In questo modello, i rifiuti non vengono considerati solamente come un problema da smaltire, ma rappresentano una risorsa da riutilizzare all'interno del ciclo produttivo.
Cos'è l'ecodesign?
L'ecodesign, o progettazione ecocompatibile, è l'applicazione pratica dei principi dell'economia circolare fin dalla nascita di un prodotto. Progettare seguendo le linee guida dell'ecodesign significa sviluppare beni materiali tenendo conto fin dalle prime fasi di sviluppo di vari elementi, tra cui:
- Durabilità e facilità di riparazione.
- Possibilità di smontaggio e separazione dei materiali a fine vita.
- Riduzione dell'uso di materie prime vergini, privilegiando materiali riciclati o riciclabili.
- Minimizzazione dell'impatto ambientale lungo tutto il ciclo di vita del prodotto.
In pratica, l'ecodesign sposta l'attenzione a monte. Invece di gestire il rifiuto quando ormai è stato generato, si lavora per evitare che si generi, o per renderlo più facilmente recuperabile. Pensare allo sviluppo di un prodotto secondo queste linee guida favorisce una migliore gestione dei prodotti e dei rifiuti, portando enormi vantaggi sia alla società che alle singole imprese.
I vantaggi per le imprese
Investire in economia circolare ed ecodesign può portare enormi benefici alle imprese e al sistema industriale, benefici misurabili su più fronti. Ecco alcuni esempi:
- Riduzione dei costi: usare meno materie prime, recuperare scarti di produzione e ottimizzare i processi si traduce in risparmi diretti, soprattutto in un contesto di prezzi delle materie prime instabili.
- Maggiore competitività: i prodotti progettati secondo criteri di sostenibilità rispondono a una domanda di mercato in crescita, sia da parte dei consumatori finali sia lungo le filiere B2B, dove sempre più committenti richiedono criteri ambientali ai propri fornitori.
- Conformità normativa anticipata: le normative europee su rifiuti, imballaggi e responsabilità estesa del produttore stanno diventando via via più severe. Agire ora significa non subire la normativa futura, ma arrivarci preparati.
- Nuove opportunità di business: simbiosi industriale, materie prime seconde e servizi legati al recupero possono aprire nuovi flussi di ricavo, oltre a rafforzare i rapporti di filiera.
- Immagine aziendale: un'azienda attenta e che cerca di ridurre al minimo il proprio impatto, anche attraverso soluzioni legate all'economia circolare e all'ecodesign, è vista dai consumatori come un'azienda virtuosa.
I benefici sono misurabili anche sull'ambiente e sulla gestione produttiva in generale.
Un prodotto progettato secondo i principi dell'ecodesign è generalmente più durevole, più facile da riparare e, a fine vita, più semplice da smaltire correttamente o da riciclare. Questo significa meno rifiuti in discarica, un minore consumo di risorse naturali e una riduzione delle emissioni legate all'estrazione e alla lavorazione di materie prime vergini.
Per settori come plastiche, tessile, elettronica e batterie, dove l'impatto ambientale del ciclo produttivo è particolarmente rilevante, il passaggio a un modello circolare può fare una differenza sostanziale.
Il bando RI.CIRCO.LO. Filiere Prioritarie: come Regione Lombardia sostiene questi progetti
Per accompagnare e supportare le imprese in questo percorso, Regione Lombardia ha approvato il bando RI.CIRCO.LO. Filiere Prioritarie – Risorse Circolari in Lombardia, che finanzia progetti di economia circolare, simbiosi industriale e riciclo in alcune filiere considerate strategiche attraverso una dotazione di 7 milioni di euro.
Di seguito riportiamo le principali caratteristiche dell'agevolazione.
I beneficiari
Il bando è dedicato alle micro, piccole e medie imprese (MPMI) lombarde, comprese startup e PMI innovative, con sede operativa in Lombardia (esistente o da attivare entro l'erogazione del contributo). Le imprese possono partecipare singolarmente o in forma aggregata, con un'impresa responsabile del progetto.
In particolare, gli interventi devono riguardare uno dei seguenti settori/filiere:
- Plastiche, gomme e materiali polimerici, tessile.
- Apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE/RAEE), inclusi i pannelli fotovoltaici.
- Batterie e accumulatori.
- Recupero del fosforo.
- Recupero e valorizzazione di materie prime critiche.
L'agevolazione
La dotazione complessiva è di 7 milioni di euro, a valere sul PR FESR 2021-2027 (Azione 2.6.2). Il bando prevede un contributo a fondo perduto. L'intensità dell'agevolazione varia in base al regime di aiuto applicato e alla dimensione dell'impresa, con una copertura delle spese ammissibili che può arrivare fino al 60% dell'investimento.
Il contributo massimo concedibile è pari a 1.500.000 euro per progetto (ridotto a 300.000 euro nel caso di regime de minimis), a fronte di una spesa minima ammissibile di 50.000 euro. È inoltre possibile richiedere un anticipo del 30% del contributo, previa presentazione di apposita fideiussione.
In sintesi:
- Regime de Minimis: copre il 60% delle spese per le Piccole Imprese e il 50% delle spese per le Medie Imprese, per un valore massimo di 300.000€ nel triennio.
- Regime GBER:
- Art. 47 – Tutela ambientale: 60% per le Piccole Imprese e il 50% per le Medie Imprese, con un contributo massimo di 1.500.000 € per progetto.
- Art. 17 – Investimenti PMI: 20% per le Piccole Imprese e il 10% per le Medie Imprese, per un massimo a 1.500.000 €.
Le spese ammissibili
Gli interventi agevolabili riguardano i progetti di economia circolare legati al principio DNSH – Do No Significant Harm. Questi includono interventi di simbiosi industriale (valorizzazione dei residui di produzione), modifiche alle linee produttive per l'utilizzo di scarti di produzione o materie seconde, ecodesign, nuovi processi di riciclo, trattamento e riciclaggio avanzato.
Rientrano tra le spese finanziabili dal bando:
- Beni strumentali e impianti: macchinari, sistemi di automazione, tecnologie adattive e interventi di revamping, per almeno il 30% della spesa complessiva del progetto.
- Opere edili e impiantistiche, incluse progettazione e direzione lavori, nel limite del 25% delle spese ammissibili.
- Consulenze specialistiche e innovazione: attività di ricerca, ecodesign, prototipazione, brevetti e certificazioni, fino a un massimo del 20%.
- Hardware strettamente collegato al progetto (con esclusione di smartphone, tablet e telefoni cellulari), anche usato, nel rispetto delle condizioni previste dal bando.
- Software e licenze: software gestionali, applicazioni aziendali, servizi cloud e SaaS, entro il 5% della spesa.
- Costi indiretti fino al 7% solo per Regime de Minimis e Art.47.
Perché conviene agire in tempo
Trattandosi di una procedura a graduatoria e non a sportello con esaurimento immediato, la qualità e l'attenzione nella presentazione è un requisito in grado di fare la differenza. Definire fin da ora gli interventi di ecodesign, gli investimenti in impianti e le eventuali consulenze specialistiche permette di arrivare al 6 ottobre con un progetto solido, coerente con le finalità del bando e pronto per la presentazione della domanda.
Se vuoi partecipare al bando RI.CIRCO.LO. Filiere Prioritarie di Regione Lombardia, affidati a Premier Consulting. Ti supporteremo nella presentazione della domanda, nella verifica dei requisiti e nella definizione del progetto.
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