Chi gestisce un'impresa e presenta domanda per bandi, contributi a fondo perduto o agevolazioni fiscali si imbatte prima o poi nell'espressione "regime de minimis". Capire di cosa si tratta è fondamentale, perché sbagliare i calcoli può significare vedersi negare un aiuto o, peggio, doverlo restituire con sanzioni.
Il regime de minimis è, infatti, uno degli strumenti più importanti nel contesto della finanza agevolata. Si tratta di un regime regolamentato a livello europeo che consente agli Stati Membri di erogare contributi sotto forma di aiuti di stato di modesta entità nei confronti delle imprese, senza dover attendere le autorizzazioni da parte della Commissione Europea.
Questo è possibile perché gli aiuti concessi non superano certi limiti e non alterano in modo importante la concorrenza sul mercato.
Vediamo perciò cos'è il regime de minimis, come funziona e come influenza l'accesso ai finanziamenti agevolati. Se hai bisogno di supporto per trovare finanziamenti per la tua impresa, affidati a Premier Consulting.
Cos'è il regime de minimis
Il regime de minimis è una deroga alle regole europee sugli aiuti di Stato. Normalmente, quando uno Stato membro vuole concedere un contributo pubblico a un'impresa, deve notificarlo preventivamente alla Commissione Europea, che valuta se quell'aiuto rischia di alterare la concorrenza nel mercato unico. Si tratta di una procedura lunga e complessa.
L'Unione Europea ha però riconosciuto che esistono aiuti di importo talmente contenuto da non poter, in concreto, falsare la concorrenza tra Stati membri. Per questi casi ha creato il regime de minimis, ovvero un meccanismo che consente di erogare contributi pubblici senza passare dalla notifica preventiva a Bruxelles, purché non si superi una determinata soglia.
Il regime de minimis è stato introdotto direttamente dall'UE per consentire a Stato e Amministrazioni Pubbliche di supportare la crescita e lo sviluppo delle PMI, alle quali altrimenti non sarebbe possibile concedere aiuti. Questo è specificato all'interno dell'articolo 87 dell'Unione Europea, che sancisce che "Salvo deroghe contemplate nel presente trattato, sono incompatibili con il mercato comune, nella misura in cui incidono sugli scambi tra gli Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza".
Regime de minimis: la nuova soglia da 300.000€
Il regolamento sul regime de minimis garantisce un buon grado di libertà agli stati membri, ma ci sono comunque delle regole e delle soglie che devono essere rispettate. Dal 1° gennaio 2024 è in vigore il nuovo Regolamento UE 2023/2831, valido fino al 31 dicembre 2030, che ha sostituito il precedente Regolamento UE 1407/2013 introducendo alcune novità sostanziali:
- Il massimale generale è passato da 200.000 a 300.000 euro per impresa, un incremento del 50%.
- Il calcolo del plafond avviene ora su base mobile (rolling basis) e non più per esercizio finanziario: si considerano i tre anni solari precedenti alla data di ogni nuova concessione, giorno per giorno.
- È stato eliminato il limite ridotto per il settore dell'autotrasporto merci per conto terzi, che ora rientra nella soglia generale di 300.000 euro.
Le aziende che vogliono partecipare ad un bando gestito da un Ministero o da una Regione devono dichiarare gli aiuti che ha già ottenuto attraverso il regime de minimis, che dovranno anche essere verificati dall'ente stesso. Nel caso di aiuti a compensazione per la fornitura di servizi di interesse economico generale (SIEG), il limite sale da 300.000€ a 750.000€.
Regime de minimis: come si calcola il plafond disponibile
Il calcolo si basa sul concetto di triennio mobile. Ogni volta che un'impresa presenta domanda per un nuovo aiuto, occorre sommare tutti gli aiuti de minimis ricevuti nei tre anni solari precedenti alla data di concessione, non alla data della domanda.
Facciamo un esempio pratico. Se un aiuto viene concesso il 15 gennaio 2026, bisognerà sommare tutti gli aiuti de minimis ottenuti dall'impresa tra il 15 gennaio 2023 e il 15 gennaio 2026. Se il totale, sommato al nuovo aiuto richiesto, supera i 300.000 euro, quella parte eccedente non può essere concessa in regime de minimis.
Regime de minimis: attenzione al concetto di "impresa unica"
Quando si calcola il plafond de minimis disponibile, non basta guardare alla singola società che presenta domanda: bisogna considerare l'intero gruppo di imprese collegate tra loro, che ai fini del regolamento vengono trattate come un'unica entità economica. È questo il concetto di impresa unica.
Due o più imprese rientrano nella definizione di impresa unica quando esiste tra loro un rapporto di controllo o collegamento sostanziale, anche se sono giuridicamente distinte e formalmente autonome. Questo accade, ad esempio, quando:
- una società detiene la maggioranza dei diritti di voto degli azionisti o soci di un'altra società;
- una società ha il diritto di nominare o revocare la maggioranza dei membri dell'organo di amministrazione, direzione o controllo di un'altra società;
- una società ha il diritto di esercitare un'influenza dominante su un'altra in virtù di un contratto o di una clausola statutaria;
- una persona fisica (o un gruppo di persone fisiche che agiscono di comune accordo) controlla più imprese, anche se formalmente indipendenti tra loro, esercitando le stesse attività o attività analoghe sullo stesso mercato o su mercati contigui.
Quest'ultimo caso è probabilmente quello che genera più errori in fase di calcolo. Capita spesso che un imprenditore abbia quote in più società operanti in settori simili, magari gestite anche da familiari, senza rendersi conto che agli occhi del regolamento europeo queste realtà vengono considerate come un unico soggetto economico.
La conseguenza pratica è che i plafond de minimis delle singole società non vanno calcolati separatamente, ma sommati tra loro. Facciamo un esempio concreto: la Società A ha ricevuto 180.000 euro di aiuti de minimis nel triennio mobile di riferimento, mentre la Società B, controllata dalla stessa persona fisica, ne ha ricevuti 150.000. Considerate singolarmente, entrambe risultano ampiamente sotto la soglia di 300.000 euro. Ma se le due società rientrano nella definizione di impresa unica, il calcolo corretto è 180.000 + 150.000 = 330.000 euro, importo che supera il massimale consentito.
In un caso come questo, l'impresa non potrebbe più accedere a nuovi aiuti in regime de minimis fino a quando non rientra sotto la soglia e qualsiasi ulteriore contributo concesso oltre il limite sarebbe considerato un aiuto di Stato illegale, con conseguente obbligo di restituzione.
Per questo motivo, prima di presentare domanda per un bando o un'agevolazione, è indispensabile mappare con precisione tutti i collegamenti societari e personali del richiedente, anche quelli meno evidenti e verificare la propria posizione consultando il Registro Nazionale degli Aiuti di Stato.
Cosa succede se si supera la soglia
Superare il massimale de minimis non è una questione formale, ma può portare a conseguenze importanti. L'aiuto che eccede il limite non può essere concesso in regime de minimis e, se già erogato, viene considerato un aiuto di Stato illegale, soggetto a recupero da parte dell'amministrazione concedente. Per questo motivo verificare in anticipo la propria posizione è un passaggio che può evitare sanzioni costose.
In Italia il punto di riferimento resta il Registro Nazionale degli Aiuti di Stato (RNA), lo strumento attraverso cui le amministrazioni concedenti controllano il cumulo degli aiuti ricevuti da ciascuna impresa, il rispetto delle soglie de minimis e l'eventuale presenza di aiuti incompatibili. Prima di presentare domanda per un bando o un'agevolazione, è sempre consigliabile effettuare una visura aggiornata del Registro, integrando i dati con le informazioni interne all'azienda, soprattutto nei casi di collegamento societario tramite persona fisica.
Regime de minimis: conclusioni
Il regime de minimis permette alle imprese di accedere a numerose agevolazioni senza le lungaggini della notifica preventiva alla Commissione Europea, ma richiede attenzione nella gestione del plafond disponibile. Con le novità introdotte dal Regolamento UE 2023/2831 - soglia a 300.000 euro, calcolo su base mobile e concetto di impresa unica - è più importante che mai monitorare costantemente gli aiuti ricevuti prima di presentare nuove domande, per evitare di superare il limite consentito e incorrere in richieste di recupero.
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