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Patent Box 2026: cos'è, come funziona e chi può accedervi

Scritto da Team Marketing il 29/06/26


Patent Box 2026: cos'è, come funziona e chi può accedervi

Il Patent Box 2026 è una delle agevolazioni fiscali più importanti e vantaggiose per le imprese che investono in innovazione e R&S. Anche nel 2026 questa misura è pienamente operativa e, grazie ai chiarimenti forniti dall'Agenzia delle Entrate, è diventata più accessibile per le PMI e le grandi imprese che puntano su investimenti in processi e tecnologie innovative.

In questa guida completa troverai tutto quello che c'è da sapere sul Patent Box, partendo dalla normativa di riferimento fino alla descrizione dei beni agevolabili, dei costi ammissibili e delle modalità per accedere all'agevolazione.


Che cos'è il Patent Box 2026?

Il Patent Box è un'agevolazione introdotta con la Legge di Bilancio 2015 nell'ambito di Industria 4.0 e successivamente modificato con l'articolo 6 del decreto-legge del 21 ottobre 2021. Il regime Patent Box è una delle opportunità di finanza agevolata più interessanti in materia di beni immateriali correlati allo sviluppo aziendale.

Si tratta di un regime opzionale che consente di ottenere una maggiorazione del 110% dei costi di Ricerca e Sviluppo sostenuti su beni immateriali, con una significativa riduzione della base imponibile ai fini IRES e IRAP. In parole semplici, per ogni 100 euro spesi in attività qualificate di R&S, l'impresa può dedurre 210 euro dal reddito imponibile. Il beneficio fiscale è del 30,69%, calcolato su un'IRES del 24% e un IRAP del 3,9%.

Possono accedere al contributo società e titolari di reddito d'impresa che svolgono attività di ricerca e sviluppo, anche tramite soggetti terzi. Le spese ammissibili riguardano software protetti da copyright, brevetti, disegni e modelli.

L'obiettivo è quello di incentivare l'innovazione tecnologica delle imprese attraverso una riduzione della tassazione sul reddito imponibile. L'agevolazione è cumulabile con il Credito d'Imposta Ricerca e Sviluppo.


Normativa di riferimento

Il Nuovo Patent Box è stato introdotto dall'articolo 6 del D.L. n. 146/2021, convertito con modificazioni dalla Legge n. 215/2021. La normativa è stata ulteriormente precisata dalla Circolare 5/E del 24/02/2023 dell'Agenzia delle Entrate, che è entrata nel dettaglio della normativa sul Patent Box e ha chiarificato numerosi dubbi sorti tra gli operatori nel primo anno di applicazione.

Nel 2026 è arrivato un ulteriore aggiornamento: con la risposta a interpello n. 102/2026, l'Agenzia delle Entrate ha definito le regole sulla restituzione del credito R&S in presenza del Patent Box, chiarendo le modalità operative, i tempi e l'impatto IRES e IRAP della nettizzazione del credito R&S già fruito quando interviene il meccanismo premiale del Patent Box.


Chi può accedere al Patent Box

L'agevolazione è rivolta a tutti i soggetti titolari di reddito d'impresa, indipendentemente dalla natura giuridica, dalla dimensione e dal settore produttivo di appartenenza, incluse le organizzazioni stabili in Italia di residenti in paesi con i quali è in vigore un accordo per evitare la doppia imposizione e con i quali lo scambio di informazioni è effettivo.

Sono invece escluse le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale o altre procedure concorsuali.

Le attività di ricerca e sviluppo possono essere svolte a livello interno o tramite contratti stipulati con università, enti di ricerca o soggetti terzi non collegati.


Quali beni immateriali sono agevolabili

Con la nuova disciplina è consentita una maggiorazione del 110% delle spese sostenute per attività di sviluppo e ricerca con l'obiettivo di mantenere, potenziare, tutelare e accrescere il valore dei software protetti da copyright, dei brevetti industriali e dei disegni e modelli giuridicamente tutelati, sempre ai fini delle imposte dirette e di quella regionale sulle attività produttive. Rispetto alla disciplina precedente, non sono più compresi nei beni agevolati i marchi di impresa e il c.d. know-how.

I beni agevolabili sono quindi:

  • Software protetto da copyright — Tutto il software sviluppato internamente e tutelato dalla normativa sul diritto d'autore, con registrazione SIAE.
  • Brevetti industriali concessi — Sia i brevetti per invenzione industriale che i brevetti per modello di utilità, a condizione che siano stati formalmente concessi dall'ufficio brevetti competente.
  • Disegni e modelli giuridicamente tutelati — Disegni e modelli industriali registrati presso l'UIBM o l'EUIPO.

Quali sono le spese ammissibili

Ai fini della base di calcolo cui applicare la maggiorazione del 110%, rilevano le seguenti spese: spese per il personale titolare di rapporto di lavoro subordinato o di lavoro autonomo o altro rapporto diverso dal lavoro subordinato, direttamente impiegato nello svolgimento delle attività rilevanti; quote di ammortamento, quota capitale dei canoni di locazione finanziaria, canoni di locazione operativa e altre spese relative ai beni mobili strumentali e ai beni immateriali utilizzati nello svolgimento delle attività rilevanti; spese per servizi di consulenza e servizi equivalenti inerenti esclusivamente alle attività rilevanti; spese per materiali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati nelle attività rilevanti; spese connesse al mantenimento dei diritti su beni immateriali agevolati, al rinnovo alla protezione, anche in forma di assicurazione dei medesimi beni.

Un aspetto particolarmente vantaggioso riguarda la retroattività. Possono essere agevolate anche spese sostenute negli otto anni precedenti all'ottenimento della privativa industriale, a condizione che siano correlate allo sviluppo del bene.


Come si calcola il beneficio

Il Patent Box 2026 consente una super deduzione del 110% sui costi di R&S sostenuti in relazione a determinati beni immateriali, portando la deduzione complessiva al 210% del costo effettivo. Questo significa che per ogni 100 euro spesi in attività qualificate, l'impresa può dedurre 210 euro dal proprio reddito imponibile.

Facendo un esempio pratico: un'impresa con 200.000 euro di costi di R&S agevolabili potrà dedurre 420.000 euro, con un risparmio fiscale effettivo di circa 61.400 euro (IRES + IRAP).


Come accedere al Patent Box: le fasi operative

Il percorso per accedere al Patent Box si articola in più fasi:

  • Mappatura dei costi: raccogliere e classificare i costi di R&S collegabili al bene immateriale, compresi quelli degli anni precedenti recuperabili retroattivamente.
  • Calcolo della maggiorazione: applicare il 110% ai costi qualificati, ottenendo la variazione in diminuzione da ripartire in tre quote annuali.
  • Predisposizione della documentazione tecnica: redigere il dossier tecnico con data certa prima della presentazione della dichiarazione dei redditi.
  • Esercizio dell'opzione: l'opzione per beneficiare dell'incentivo deve essere esercitata entro la data della dichiarazione dei redditi dell'esercizio fiscale in cui è stato ottenuto il titolo di privativa. Per il software, questa corrisponde all'anno di registrazione SIAE.
  • Monitoraggio annuale: aggiornare la documentazione e verificare la coerenza dei costi per ciascun periodo d'imposta coperto dall'opzione quinquennale, rinnovabile.

Patent Box e Credito R&S: cumulo e novità 2026

Il Patent Box è cumulabile con il Credito d'Imposta Ricerca e Sviluppo, rendendo possibile una pianificazione fiscale estremamente efficiente per le imprese innovative.

Tuttavia, il cumulo impone alcune cautele. La risposta n. 102/2026 dell'Agenzia delle Entrate ha chiarito in dettaglio le regole di "nettizzazione": chi ha già fruito del Credito R&S su costi che ora vengono agevolati con il Patent Box deve procedere alla restituzione del credito già utilizzato. La restituzione avviene con F24 con lo stesso codice tributo, l'obbligo decorre dal periodo di registrazione SIAE del software e la nettizzazione è dovuta anche ai fini IRAP anche se la variazione non è sfruttabile per mancanza di carry forward.

La maggiorazione del 110% si applica per cinque anni e si rinnova: il valore del beneficio nel quinquennio supera tipicamente la somma del credito R&S restituito, soprattutto per software, brevetti e disegni in fase di sviluppo attivo.


Patent Box 2026: conclusioni

Il Patent Box 2026 è uno strumento potente in grado di offrire diversi benefici. Le imprese che investono in software, brevetti o design registrati hanno l'opportunità concreta di trasformare i propri costi di ricerca e sviluppo in un vantaggio fiscale significativo e duraturo.

La chiave è affidarsi al supporto di consulenti esperti in finanza agevolata, per evitare errori nella documentazione o nella gestione del cumulo con altri incentivi. Se vuoi valutare se la tua impresa ha i requisiti per accedere al Patent Box, contattaci oggi stesso per una prima analisi gratuita.